Ogni sera, quando ciascuno di noi guarda il cielo stellato non immaginerebbe mai che le stelle, oltre ad essere belle da vedere, ci riservano anche molte sorprese, a volte non molto gradevoli. Eccone alcune:

99942 Apophis

Quando fu scoperto per la prima volta, all’oggetto venne assegnata la designazione provvisoria 2004 MN4 e le notizie e gli articoli scientifici su di esso hanno inizialmente utilizzato tale nome. Il 24 giugno 2005, una volta determinata con sufficiente precisione la sua orbita, ha ricevuto la designazione permanente 99942; si trattava del primo oggetto numerato con possibilità di collisione con la Terra. L’assegnazione di un numero permanente lo ha abilitato a ricevere un nome e il 19 luglio 2005 è stato prontamente battezzato Apophis, dal nome (adattatato alla pronuncia greca) del dio dell’Antico Egitto, Apofi (detto anche Apep) il Distruttore, nemesi di Ra. Nel febbraio 2007 è stato annunciato che la minaccia che Apophis colpisca la Terra il 13 aprile 2036, sta diventando così concreta che le Nazioni Unite saranno invitate ad assumere il coordinamento di una missione spaziale internazionale basata sul progetto innovativo di un «trattore gravitazionale» per deviare il corpo ed evitare il possibile impatto con il nostro pianeta.

Lampi di raggi gamma

Sembra un nome fantascientifico, ma è una minaccia che costantemente affrontiamo e, forse, pericolosa quanto una collisione con Apophis. Per decenni, non si è saputo quasi nulla sui lampi gamma: ne erano sconosciute le origini e la distribuzione. I lampi di raggi gamma possono durare da una frazione di secondo a diversi minuti, presentano una grande varietà di spettri che non assomigliano a nulla di quanto allora conosciuto. La mancanza di limiti osservativi portò ad una profusione di teorie: evaporazione di buchi neri, brillamenti magnetici su nane bianche, accrescimento di stelle di neutroni, di antimateria, tipi esotici di supernovae e rapida dissipazione dell’energia di rotazione di un buco nero supermassiccio (per fornire solo alcuni esempi). Da allora la situazione è molto più chiara. È abbastanza sicuro che ci sono almeno due tipologie differenti di progenitori dei lampi gamma: una responsabile delle emissioni di lunga durata e spettro molle (GRB lunghi) e una responsabile delle emissioni di corta durata e spettro duro (GRB corti). Si teorizza che progenitori dei GRB lunghi siano dovuti al collasso dei nuclei di stelle massicce, a bassa metallicità; i progenitori dei GRB corti non sono ancora stati identificati, ma il modello che desta migliori speranze li vede frutto della fusione di due stelle di neutroni. Nel caso che uno di essi ci colpisca, potrebbe spazzare via l’atmosfera terrestre e inondarci di radiazioni potenti come quelle nel nucleo dell’esplosione di una bomba atomica. Nel più catastrofico dei casi potrebbe annientare la Terra stessa.

Ipernovae

Un’ipernova è un’ipotetica esplosione stellare simile alla supernova ma con un rilascio di energia almeno 100 volte superiore. Alcune stelle eccezionalmente grandi al momento della loro morte potrebbero produrre un’ipernova, come ad esempio stelle collapsar. Ne sono state rilevate poche fino ad ora e quindi poche possibilità di studiarne i diversi comportamenti. Le energie in gioco raggiungono valori talmente elevati da poter essere paragonate alla potenza dei raggi cosmici, e si sospetta che i lampi di raggi gamma (GRB) altro non siano che le conseguenze di esplosioni di ipernove. Il satellite ROSAT ha trovato, nella radiazione X, presso la galassia M101 due bolle in forte espansione; una di queste toccava la velocità di 350 km/s, e la sua forza superava di 10 volte quella dell’esplosione di una supernova.

Buchi neri supermassicci

Un buco nero supermassiccio (o supermassivo) è il più grande tipo di buco nero, con una massa milioni o miliardi di volte superiore a quella del Sole. Si ritiene che quasi tutte le galassie, inclusa la nostra Via Lattea, contengano un buco nero supermassiccio al loro centro. Nella relatività generale si definisce buco nero una regione dello spazio-tempo con un campo gravitazionale così forte e intenso che nulla al suo interno può sfuggire all’esterno; classicamente questo avviene attorno ad un corpo celeste estremamente denso nel caso in cui tale corpo sia dotato di un’attrazione gravitazionale talmente elevata che la velocità di fuga dalla sua superficie risulti superiore alla velocità della luce.

Nemesis

Secondo i fisici americani, l’estinzione dei dinosauri potrebbe essere stata causata da una stella che, con la sua gravità, avrebbe sconvolto la fascia degli asteroidi  facendoli finire sotto tiro di miliardi di minuscole particelle di roccia. L’orbita sarebbe intorno al sole, e la stella + stata chiamata Nemesis; ed una nemesi è per noi, che saremo le sue prossime vittime. Il suo passaggio si verifica ogni 10mila anni e questa teoria spiegherebbe anche i cicli periodici di estinzioni che si verificano sulla terra, appunto ogni 10mila anni circa. La stella è una nana rossa, si suppone che abbia il 78% della massa del Sole e potrebbe portare con sè anche qualche pianeta roccioso. Passerà al di fuori del Sistema Solare, a qualche milione di chilometri da Plutone, che potrebbe venire catturato dalla stella, per far agire il suo influsso sugli asteroidi che sono fra Marte e Saturno. La gravità di Giove, che piega o cattura pericoli esterni, non sarebbe di aiuto contro una minaccia interna e nel migliore dei casi un’orda di piccoli (e grandi) rocce spaziali finirebbe sulle nostre teste.