In questi giorni il cioccolato non manca nelle nostre case, ma come possiamo sapere se quello che mangiamo è veramente un buon cioccolato? In base alla Direttiva 2000/36/CE in vigore dal 3 agosto 2003, il cioccolato si puo fare anche con burro di illipè, stearina, burro di karitè, burro di cocum, nocciolo di mango e olio di palma entro il limite massimo del 5% e l’obbligo di dichiararlo in etichetta.

Quindi leggiamo bene l’etichetta, facendo attenzione anche alle percentuali di cacao e burro di cacao che devono essere rispettivamente del 43% e 28% per il fondente, 25% e 14% per il cioccolato al latte mentre per quello bianco sono 20% e 14%. Chi produce cioccolato con autentico burro di cacao può indicarlo in etichetta con la scritta cioccolato puro.

Poi dobbiamo affidarci ai nostri sensi, primo fra tutti la vista: non devono esserci macchie ed il colore deve essere molto scuro per il fondente, marrone brillante quello al latte mentre il cioccolato bianco deve essere brillante tendente al giallo.

L’olfatto, ci fa riconoscere un buon fondente dall’intenso profumo di cacao, il cioccolato al latte deve profumare prevalentemente di latte lasciando via via spazio al cacao mentre il bianco deve avere un profumo di latte e vaniglia ben bilanciati.

Il tatto ci farà sentire che è liscio a contatto con i polpastrelli ed in bocca al palato mentre si scioglie.

Con l’udito sentiremo una tavoletta di fondente fare il classico “stack” spezzandola e questo ci confermerà che il cioccolato è stato lavorato bene. Le altre tavolette producono un suono molto più morbido e sordo.

Con il gusto sentiremo le varie caratteristiche e sfumature del cacao utilizzato, ma la cosa più importante è quanto rimangono gusto e aroma nella bocca e nel naso dando quel senso di soddisfazione e appagamento perché gustare del cioccolato deve essere un piacere per tutti i sensi.